mercoledì 22 aprile 2009

Il Primo Inverno di Magdeline (cinque)

di Fabio Bertinetti


Magdeline era strana da alcuni giorni. Marco capiva che il primo inverno non sarebbe stato facile, ma occorreva solamente resistere: poi sarebbe arrivata la primavera. Era passato anche san valentino e le rose sul comò erano appassite in poco tempo. Molto strano. Il mazzo di rose che lui le aveva regalato aveva fatto quella fine, mentre un'altra rosa portata a casa da lei era ancora fresca e profumata.
Marco sapeva di doversi far perdonare la scenata di gelosia, ma era convinto che a lei sarebbe passata presto l'arrabbiatura. Ricordava ancora il furore provato nel vederla ballare in quel modo con uno sconosciuto, ma aveva capito che simili reazioni erano più dannose che altro.
Le si avvicinò per guardarla meglio. Magdeline lavava i piatti ed aveva un espressione tra il triste e l'impaurita.
-Posso chiederti una cosa?- disse la ragazza rompendo gli indugi
-Dime mi amor, que pasa?- chiese in spagnolo Marco
-Mi puoi descrivere tua madre? Come era fatta? E di che colore aveva i capelli? Erano corti?- chiese Magdeline con insolita curiosità. Marco rimase interdetto, non immaginava che in quel momento Magdeline potesse pensare a sua madre.
-Si! Aveva i capelli corti e neri! Perchè?-
Magdeline si asciugò le mani e prese tempo nel rispondere. Il suo volto, ora, nascondeva angoscia.
-Perchè l'ho vista!- disse la ragazza. Una pausa interruppe quel discorso surreale, quella risposta incomprensibile. Per un momento Marco pensò che la moglie si riferisse alla foto che era in camera.
-Era li sul divano qualche notte fà!- continuò Magdeline. Ora l'angoscia stava scomparendo e Marco si sentì sollevato, in un certo senso. Smise di pensare che potesse essere lui la causa dell'angoscia che trasmetteva Magdeline. Smise di pentirsi di quella scenata di gelosia.
-Mi sono alzata, per andare a bere.- continuò la ragazza -e ho visto una donna seduta sul divano.-
-E che faceva?- chiese Marco
-Nada! Non faceva nè diceva n-a-d-a. Io le ho chiesto chi fosse e lei si è alzata ed è andata verso la finestra. Poi è sparita.-
-E pensi potesse essere mia madre?-
-Era alta così - fece indicando una certa altezza con la mano -E sembrava simile alla foto.- continuò
-Avrai sognato amore. Avrai sognato-
-Non ho sognato! Ero sveglia e lo sai che posso vedere queste cose. Lo sai che sono magica. Mi sai dire se qualcuno è mai morto in questo appartamento?-
-Non lo so! Penso di no!-
-E allora era tua madre. Sai che "soy una Bruja"-
-Non so che dirti amore, ma per me hai solo sognato.-
Magdeline lo guardò fisso e poi rispose:
-Ricordi le rose che mi avevi regalato? Erano li accanto a dove è passata lei. La mattina dopo l'incontro le rose erano secche, come se fossero passati dei giorni. Quella laggiù, invece, è ancora viva; eppure ha molti più giorni delle altre. Come me lo spieghi?-
-Non lo so amore, ma per quale motivo mia madre dovrebbe seccare le rose che ti ho regalato?-
Magdeline abbassò gli occhi e rispose:
-Non lo sò- poi tornò a lavare i piatti. Aveva mentito quella sera la bella Magdeline:lei sapeva perfettamente il perchè di quella visita. La sua terra magica l'aveva abituata a simili accadimenti. Gli occidentali pensavano si trattasse di superstizioni non sapendo che a Cuba, neri e mulatti, hanno ancora un pezzetto di Africa dentro di loro. Forse fu quella sera, sommersa dai sensi di colpa, che Magdeline decise di andarsene

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